Descrizione
Il Museu Marítim, il museo marittimo di Barcellona, occupa le Drassanes Reials, i cantieri navali reali nella zona del Port Vell, accanto al porto antico. La cornice è metà dello spettacolo: un'immensa sala gotica a navate di pietra dove per secoli si costruirono navi da guerra.
La protagonista è la Galera Reial, una replica a grandezza naturale della galea reale di Don Giovanni d'Austria, nave ammiraglia nella battaglia di Lepanto del 1571. Lunga circa 60 metri, con 30 remi per lato, riproduce una nave costruita proprio in questi cantieri.
Intorno ci sono modellini di navi, strumenti di navigazione, dipinti e antiche carte portolane, tra cui una carta di Gabriel de Vallseca disegnata nel 1439 che si dice sia appartenuta ad Amerigo Vespucci. Cerca le polene scolpite, come la Blanca Aurora del 1848, che ritrae la figlia dell'armatore.
Il museo si prende cura anche della Santa Eulàlia, una goletta a tre alberi del 1919 ormeggiata a pochi passi, al Moll de la Fusta. Uno degli ultimi velieri a trasportare merci nel Mediterraneo, il sabato esce in mare a vela.
I cantieri risalgono agli anni '80 del Duecento, quando Pietro III d'Aragona li avviò durante la guerra per la Sicilia. Nel Trecento le mura della città furono allungate per racchiuderli e fu aggiunto un tetto per riparare le galee durante l'inverno. Nel 1423 qui si costruirono dodici galee contemporaneamente.
In seguito la costruzione navale si spostò a Cartagena e le sale diventarono una caserma d'artiglieria. Nel luglio 1936 furono teatro di combattimenti all'inizio della guerra civile. Il museo aprì nel 1941. Durante l'ultimo restauro, gli scavi sotto il pavimento hanno portato alla luce una necropoli romana e visigota, con tanto di urne cinerarie di vetro.
Davanti all'ingresso c'è una replica dell'Ictíneo I, il sottomarino ottocentesco dell'inventore catalano Narcís Monturiol; all'interno si trova un modello del suo Ictíneo II.
La protagonista è la Galera Reial, una replica a grandezza naturale della galea reale di Don Giovanni d'Austria, nave ammiraglia nella battaglia di Lepanto del 1571. Lunga circa 60 metri, con 30 remi per lato, riproduce una nave costruita proprio in questi cantieri.
Intorno ci sono modellini di navi, strumenti di navigazione, dipinti e antiche carte portolane, tra cui una carta di Gabriel de Vallseca disegnata nel 1439 che si dice sia appartenuta ad Amerigo Vespucci. Cerca le polene scolpite, come la Blanca Aurora del 1848, che ritrae la figlia dell'armatore.
Il museo si prende cura anche della Santa Eulàlia, una goletta a tre alberi del 1919 ormeggiata a pochi passi, al Moll de la Fusta. Uno degli ultimi velieri a trasportare merci nel Mediterraneo, il sabato esce in mare a vela.
I cantieri risalgono agli anni '80 del Duecento, quando Pietro III d'Aragona li avviò durante la guerra per la Sicilia. Nel Trecento le mura della città furono allungate per racchiuderli e fu aggiunto un tetto per riparare le galee durante l'inverno. Nel 1423 qui si costruirono dodici galee contemporaneamente.
In seguito la costruzione navale si spostò a Cartagena e le sale diventarono una caserma d'artiglieria. Nel luglio 1936 furono teatro di combattimenti all'inizio della guerra civile. Il museo aprì nel 1941. Durante l'ultimo restauro, gli scavi sotto il pavimento hanno portato alla luce una necropoli romana e visigota, con tanto di urne cinerarie di vetro.
Davanti all'ingresso c'è una replica dell'Ictíneo I, il sottomarino ottocentesco dell'inventore catalano Narcís Monturiol; all'interno si trova un modello del suo Ictíneo II.